Le storie

LA QUERCIA RACCONTA
Nella campagna intorno a Santarcangelo, viveva un’antica quercia.
 Era molto alta ed aveva una grande chioma, dove numerosi uccellini andavano a fare il nido. Ne aveva passate tante!
Quante storie avrebbe potuto raccontare: la guerra con i bombardamenti, le prime automobili e quante feste nel paese!
Gli anziani andavano spesso a sedersi ai suoi piedi con un fiasco di vino per bere e chiacchierare, così lei era sempre informata su tutto quello che succedeva: la Rosina era stata lasciata dal danzato, l’Ada era sempre piu’ fuori di testa, Oreste aveva comprato una nuova mucca…e così via.Se poi cominciavano con i ricordi non c’era piu‘ verso che smettessero.

Quella sera il poeta Antonino, detto Tunein, come faceva spesso, soprattutto quando era un po’ malinconico, era andato sotto la quercia per esprimere con i versi la sua solitudine…

ALBERTO_fronte_2

UN TUFFO NEL PASSATO
Una volta un gruppo di bambini andarono a messa nella Pieve di San Vito.

La chiesa era abbastanza grande, addobbata con molti fiori. Finita la funzione, i bambini si riunirono per giocare a calcio sul piazzale antistante, ma la palla rotolò via.

Un bambino, di nome Giovannino, andò a riprenderla al fiume, si sporse troppo e ci cadde dentro. Voleva uscire, ma la corrente andava così veloce che lo porto indietro nel tempo…
Uscito dall’acqua, Giovannino era tutto bagnato; si guardo intorno in cerca della chiesa ma non la trovò. Il campanile era stato distrutto dalla guerra; Giovannino non sapeva dove si trovava, ma fortunatamente, passò di lì un signore di nome Garempa…

USO CHE VIEN DALLE MONTAGNE
Questa è la storia di Uso che viene dalle montagne. 
E’ magro,lungo,gentile,curioso e profuma di stelle alpine.Durante il suo percorso verso il mare incontra sempre pietre,animaletti e diverse persone. Vuole tanto conoscere cose nuove e scoprire il mondo.
Mentre si riposava in campagna,in una afosa giornata estiva,incontra Dino il contadino che tiene in mano un oggetto dalla forma strana.
Uso gli chiede subito cosa sia. “E’ una falce”. “A cosa serve?”Chiede Uso assai interessato. “A tagliare il grano per farne farina ed ottenere il pane”risponde prontamente Dino. Insieme vanno verso il forno e…

HO TROVATO I MIEI AMICI!
Ciao io sono un sassolino, sono piccolo, cicciottino, un po’ rotondetto, ma molto carino.
 Vivo neL Mavone, il lungo largo fiume che si trova a Sant’Ermete. Mi sento molto solo qui, perché non ho nessuno con cui giocare e alla ne me ne sto tutto il giorno solo soletto. Sento di continuo le voci delle persone che parlano e che vanno a fare acquisti all’emporio e tornano con borse piene di cose buonissime e meravigliose.

Durante una di queste conversazioni ho sentito una signora dire “La fabbrica di mattoni è stata sostituita dalla Scrigno” e mi sono posto una domanda interessante: “Chissà che ne avranno fatto tutti i mattoni!”
Purtroppo però non lo so proprio..

IL SEME DELLA PACE
Qualche secolo fa, a San Martino dei Mulini, viveva il mugnaio Italo.
 Trascorreva giorno e notte a lavorare e tutti gli abitanti, ogni volta che restavano senza cibo, potevano contare su di lui. In una strana giornata d’autunno, inizio’ a piovere. Quel giorno venne giu’ tanta di quella pioggia come nessuno aveva mai visto prima. L’acqua iniziava ad espandersi in tutto il mulino; tutto era ormai allagato e ricoperto d’acqua e nonostante gli aiuti, la situazione precipito’. Era ormai evidente che Italo, il mugnaio, avesse perso il suo mulino con tutti i cereali e le farine che si trovavano al suo interno. Con infinita amarezza e devastante avvilimento inizio’ a vagare per i campi circostanti. Stremato si fermo’ per prendere ato e… come se fosse un miraggio, apparve alla sua vista la sagoma di un gigantesco castello e di una grande e robusta torre centrale…

LA STORIA DI MATTEO
Un giorno Matteo si arrampicò in cima al campanile che sta sul colle di Sant’Ermete.
 Era sabato, giorno di mercato e tutti gli abitanti erano per le strade del paese. Ad un certo punto, Matteo, vide una luce arrivare dal cielo, una luce forte e abbagliante. Suonò la campana per avvertire gli abitanti del paese, che, colpiti dal suono improvviso, guardarono verso il campanile e videro anche loro la luce. Si cihiesero: “che cos’è?”
Gianni pensò: “E’ una stella cadente”.
Invece Lucia disse: “E‘ la luna che cade??
E tutti insieme gridarono “andiamo a vedere cos’è!” Andarono verso la luce e giunti sul posto videro una pietra enorme. Noemi gridò “E’ un meteorite!” Matteo si avvicinò per primo molto lentamente e sentì il cuore in gola quando vide che sulla pietra c’erano dei geroglifici…

INCONTRI AL PONTACCIO
Il nonno Quinto viveva tutto solo in una piccola casetta a San Vito.
 Per vincere la malinconia, in una grigia giornata d’inverno uscì di casa per fare una passeggiata, finché non arrivò al Pontaccio. Qui si fermò ad osservarlo e scrutando l’unica delle dodici arcate rimasta,ripensò al passato, alla originale bellezza e importanza dell’antico ponte romano.
Si ricordò di quando era piccolo che con i suoi amici andava a giocare nelle acque limpide del fiume che scorreva sotto. Gli si strinse il cuore quando rammentò di una volta che aveva piovuto molto forte, per una settimana intera e, a poco a poco,le acque indebolirono le fondamenta che fecero crollare il ponte. Quinto paragonò la propria vita a quella del pontaccio e pensò che forse anche esso provava nostalgia per i tempi passati in cui era un bel ponte e tutti lo ammiravano.

UNA DOLCE MERENDA
Marco e Dario erano a casa del nonno. Di fare i compiti proprio non avevano voglia e trovavano tutte le scuse per rimandare.

“Nonno, nonno, ci racconti la storia di Lisandri”? Nonno Gino era così bravo a raccontare le storie! E poi era sempre meglio che fare le operazioni. “D’accordo, ma solo se mi promettete che poi fate subito i compiti!” Rispose il nonno, felice di poter raccontare una delle sue storie. “Sì, sì, dai nonno comincia!” Gridarono in coro i due bambini. Lisandri viveva in una vecchia capanna nei campi di S.Bartolo; già la sua casa metteva paura: le pareti erano fatte di vecchie assi di legno, cartoni e lamiere; intorno era pieno di ferri vecchi e cianfrusaglie di ogni tipo. Nessuno mai vi aveva messo piede, ma naturalmente si raccontavano le storie più incredibili: c’era chi diceva che a volte si sentivano dei lamenti, altri invece dicevano che erano delle grida….roba da far venire i brividi. Insomma era meglio girare alla larga, anche perché se Lisandri ti scopriva a curiosare là intorno, rischiavi grosso.

LA TORRE DELL’ALLEGRIA
Tanto, tanto tempo fa, quando in giro ancora non c‘erano tante case e macchine, a San Martino abitava un vecchio mugnaio.

Di corporatura era magro e alto, aveva la barba lunga, bianca e soffice come il cotone, gli occhi a forma di mandorla e al posto del naso sembrava avesse una tonda patata su cui poggiavano degli occhiali con la montatura di metallo e con le lenti rotonde. Era ormai da molto tempo che il mugnaio viveva solo insieme ad una grossa e bellissima oca.

Le aveva dato il nome di Torvecchia gia’ dal giorno in cui la trovo’, durante una delle sue lunghe e solitarie passeggiate, nelle campagne che circondavano una torre disabitata, fatta di piccoli e rettangolari mattoni rossi e marroni.

L’oca Torvecchia, un giorno, stanca di quella vita monotona e solitaria, scappo’ dal mulino…

 

Annunci